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1940, dall'abisso alla speranza (Max Gallo)


Gennaio 1940, un gelido inverno attraversa l'Europa. Dall'incidente di Polonia quattro mesi fa, era la "guerra divertente". Siamo in guerra? Eppure questa Francia che rifiuta di "morire per Danzica" e che non può rassegnarsi a un nuovo sanguinoso conflitto si dirige dritta, come una barca ubriaca, verso il baratro, senza badare a chi, raro, suona il campanello. allarme. 1940, dall'abisso alla speranza, o la cronaca di un disastro predetto, tenuta mese per mese da un impetuoso e arrabbiato Max Gallo.

Presentazione editoriale del libro

Il destino di Francia e l'Europa si è svolta nel 1940. Settant'anni dopo, Max Gallo riporta in vita quei dodici mesi terribili e in definitiva sconosciuti. Gennaio 1940: è la "guerra divertente" tra Francia e la Germania, un'interminabile attesa concepita da Hitler come una trappola in cui sono bloccati gli eserciti alleati. A maggio è la "guerra lampo", l'assalto e Francia crolla come un castello di carte. La gente fugge sulle strade dell'esodo.

Questo è l'abisso, la strana sconfitta.

Attraverso il racconto di questi tragici dodici mesi, Max Gallo fa sentire le voci di tutti gli attori della storia. Questi generali francesi bloccati nel loro passato. Questi politici approfittano della sconfitta per regolare i loro vecchi conti. Hitler giubilante, Rommel si precipita in avanti con i suoi panzer. Il maresciallo Pétain, chiamato però salvatore, chiede l'armistizio.

L'abisso. Eppure la speranza sta crescendo, anche nel mezzo del disastro. I cadetti di Saumur combattono per l'onore mentre tutto cade a pezzi. Il 18 giugno il generale de Gaulle proclamò: "La fiamma della resistenza francese non deve spegnersi. E poi c'è Churchill, un'incarnazione arrabbiata della determinazione inglese, che sollecita il combattimento e solleva ogni coraggio.
La storia è lì, viva, e le sue testimonianze rinascono sotto la vibrante penna di Max Gallo. Una storia come un tour de force, oscura e abbagliante.

La cronaca di un disastro annunciato

Con il suo stile inimitabile, Max Gallo racconta i dodici mesi che hanno cambiato le sorti Francia. A a bordo di questa barca Francia che salpa a vele spiegate verso il baratro, Max Gallo si scaglia contro gli attori della tragedia che incombe. Contro il personale politico francese che si rifiuta di vedere l'aumento del pericolo nazista e il riarmo della Germania, e ripetutamente capitolano a Hitler, della rioccupazione di la Renania a Monaco di Baviera. Contro i soldati francesi, pietrificati in un conservatorismo criminale e incapaci di prendere iniziative e adattarsi a una forma di guerra che non è più quella della grande guerra.

Contro Paul Reynaud, quello che avrebbe potuto essere il francese Churchill, ma che si circonda di disfattisti e sostenitori dell'armistizio che da tempo si preparano alla loro ascesa al potere. Contro generali francesi, come Gamelin, che ignorano sdegnosamente il ruolo delle divisioni corazzate o dei bombardamenti aerei. Contro quei partigiani dell'ordine, come Weygand, che continuano a proclamare l'imminenza di una rivoluzione bolscevica che non accadrà mai ... Tutti lo prendono per il loro rango.

Inudibile agli altri, c'è chi suona l'allarme dall'alto della vedetta. C'è Churchill, che lucido, annuncia il giorno dopo gli accordi di Monaco "Hanno scelto il disonore per evitare la guerra, avranno disonore e guerra". De Gaulle, che dal 1937 castigò i leader politici che consentirono a Hitler di ricostituire una forza militare forte e moderna in uno spirito di vendetta, notò che Francia non può opporsi militarmente e annuncia l'invasione di Francia e l'occupazione di Parigi. Un de Gaulle che leggeva "Mein Kampf", ei cui trattati, in particolare sul ruolo moderno delle divisioni meccanizzate, furono letti con attenzione ... dai generali tedeschi.

Ma nulla può impedire che accada l'impensabile e, il 10 maggio 1940, il destino di Francia a dondolo. I blindati tedeschi sfondano a Sedan, presi da dietro, l'esercito francese si rompe nonostante alcuni atti isolati di eroismo, i tedeschi entrano a Parigi, Francia è sotto shock, i parigini si suicidano per non vedere il vincitore sfilare nella capitale. E da questo disastro annunciato emerge il preoccupante regime di Vichy e il suo senile maresciallo, ma anche l'inizio di una speranza che sta lentamente risorgendo dalle ceneri del maggio-giugno 1940.

Sia chiaro, a differenza di precedenti lavori sullo stesso tema, come la "sconfitta imperdonabile" di Claude Quétel, questo non è opera di uno storico - questo libro non include note o citazioni - ma bene di una cronaca di questi dodici mesi del 1940, qui tenuta come un serial da Max Gallo più erudito romanziere che storico. E con il suo talento Max Gallo esprime benissimo la rabbia e l'incomprensione che si possono ancora provare oggi di fronte a questo disastro di più volte annunciato.

Max Gallo, 1940, dall'abisso alla speranza. Edizioni XO, marzo 2010.


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