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Capitalismo dal volto umano: il modello veneziano (J-C Barreau)


Forte personalità con una vita frenetica, prontamente iconoclasta o addirittura provocatoria, Jean-Claude Barreau diventa regolarmente storico, come quando con Guillaume Bigot racconta "tutta la storia del mondo", o più recentemente risale alle "radici della Francia". Impegnato, non esita a mescolare storia e riferimenti politici contemporanei. Capitalismo dal volto umano (il modello veneziano) è interamente in questo spirito, criticando con il suo esempio opposto - Venezia - l'attuale deriva ultraliberista portata dalla globalizzazione.

Venezia, un modello da riabilitare

Fedele a se stesso, Jean-Claude Barreau inizia il suo lavoro con una protesta: contrariamente a quanto affermava Max Weber, non è dal protestantesimo che è nato il capitalismo, ma dalle città cattoliche italiane, in particolare Venezia. in epoca medievale. Secondo lui è quindi tempo di riabilitare l'idea di un capitalismo "umanista", lontano dal modello anglosassone, distruggendo contemporaneamente l'immagine di una Venezia decadente come quella del Morte a Venezia de Visconti, o quella di un museo galleggiante oggi. Per Jean-Claude Barreau, la Repubblica di Venezia può quindi essere considerata un modello, sia di governo che di economia.

"The Serene Dominant"

L'autore inizia riassumendo la lunga storia di Venezia, la cui potenza commerciale dal 1100 al 1600 si confronta con quella della Gran Bretagna del XIX secolo. Insiste sulle sue fondamenta originali e sui punti di forza che spiegano il suo potere su un periodo così lungo, un potere che si esprime ben oltre l'Adriatico, anche sulla terraferma. Spiegazioni del suo soprannome di "Serene Dominant".

Un modello politico, sociale ed economico

Jean-Claude Barreau torna nei capitoli seguenti più direttamente alla tesi del suo libro: Venezia sarebbe stata un esempio di “capitalismo dal volto umano”. E prima di tutto un "buon governo" che, secondo l'autore, e nonostante il suo carattere oligarchico, può ancora oggi essere un modello. Jean-Claude Barreau descrive così le qualità e i punti di forza di La Sérénissime: ne ha fatto una "città ecologica" prima dell'ora, integrata nel suo ambiente unico; poi, loda la qualità dei suoi dirigenti, "magistrati, mai tiranni"; secondo, loda il rapporto della nobiltà veneziana con il denaro, molto più sano di quello dei finanzieri odierni; infine, è il modello economico che accoglie, senza esitare a qualificarlo come "keynesiano". Il carattere pionieristico di Venezia si nota anche, secondo lui, sia nell'ordinamento giuridico - egualitario - che nel rispetto delle libertà individuali. Il sentimento patriottico e il "senso dello Stato", cari all'autore, sembrano altrettanto essere stati caratteristiche veneziane, oggi troppo fuorvianti ...

Le ragioni della caduta

Come spiegare allora la caduta di un sistema che sembrava così "perfetto"? Jean-Claude Barreau lo spiega in primo luogo con la scelta della "neutralità assoluta" (1717), che fa perdere a Venezia il suo posto internazionale, lontano dal suo ruolo a Lepanto per esempio (1571). L'autore non esita a fare il paragone con l'UE, proprio troppo neutro per i suoi gusti.

La decadenza si spiega poi con "la sclerosi della classe dirigente", un mancato rinnovamento dell'oligarchia, che si sta chiudendo su se stessa.

Infine, l'ultima spiegazione di Jean-Claude Barreau di questo declino: un cambiamento nel rapporto con il denaro. Diventare ricchi diventa un fine, proprio come il capitalismo finanziario di oggi. Venezia è quindi decaduta per ragioni che oggi si ritrovano con la crisi finanziaria (ma anche politica e morale) che colpisce il mondo intero. Questo è ovviamente il cuore della tesi di Jean-Claude Barreau.

Un libro di storia?

Come spesso con Jean-Claude Barreau, sorge la domanda: abbiamo a che fare con l'opera di uno storico? Il dibattito sarebbe infinito e lo stesso Jean-Claude Barreau rifiuta i metodi della storia dell'università. Non esita quindi a fare confronti tra epoche, parallelismi tra le cause della caduta di Venezia e quanto sta accadendo ora con la crisi globale. Il suo lavoro è quindi regolarmente punteggiato da attacchi contro le nostre politiche, commercianti o esiliati fiscali (fino a Johnny Hallyday!). Questo può certamente essere scioccante, ci sono molti anacronismi, ma il suo approccio è davvero “storico”? Possiamo criticare anche una visione indubbiamente idealizzata di Venezia, troppo monolitica; anzi, questo "modello" è stato così immutabile, omogeneo e "perfetto" per più di sette secoli? E soprattutto, ovviamente, può essere applicato oggi per porre fine alla crisi politica, economica, sociale e morale nelle nostre società?

Capitalismo dal volto umano (il modello veneziano) è quindi più un saggio politico che un classico lavoro storico. Un modo per l'autore di criticare aspramente il nostro declino generalizzato, dovuto in gran parte alla globalizzazione. Ciò non esclude alcune parti molto interessanti sulla nascita di Venezia o su come ha funzionato. E lo stile di Jean-Claude Barreau è ancora altrettanto incisivo e piacevole da leggere. Il suo lavoro è più in linea con quello sull'Islam (L'Islam in generale e il mondo moderno in particolare, Le Pré-aux-Clercs, 1991), anche su Israele, meno il carattere autobiografico (Tutto quello che hai sempre voluto sapere su Israele senza mai osare chiedere, Toucan, 2010), rispetto ai suoi libri più strettamente "storici" come Tutta la storia del mondo (Fayard, 2007).

- Jean-Claude Barreau, Capitalismo dal volto umano (il modello veneziano), Fayard, 2011, 188 p.


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