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Noi, Anastasia R. - BD


Il 17 luglio 1918, lo zar, la sua famiglia ei suoi servi furono sommariamente e spietatamente giustiziati in una cantina dai rivoluzionari bolscevichi, segnando così la fine della dinastia Romanov. E se una delle sue figlie, la granduchessa Anastasia, fosse sopravvissuta?

Riassunto

Estate 1918. Mentre infuria la rivoluzione bolscevica, lo zar Nicola II e la sua famiglia vengono tenuti prigionieri nella città di Ipatiev a Ekaterinburg, una città degli Urali. Il tempo per l'esecuzione è vicino. Tuttavia, la speranza rimane, soprattutto nella persona di un ufficiale lealista che si è infiltrato nei Reds come falegname. Il giovane colonnello Volodin, disperato amante della bella Anastasia, non esiterà un solo istante a mettere in pericolo la sua vita per districarla dal destino mortale a cui sembra condannata.

La nostra opinione

L'omonimo romanzo degli stessi autori ci aveva già sedotto. Riprendendo fedelmente la sua trama - il fumetto è in tre volumi così come il romanzo è presentato in tre parti - la presentazione di questa storia è ancora affascinante. In effetti, riprendendo un'ipotesi che fece circolare molto inchiostro tra gli storici e altri specialisti della fine dei Romanov secondo cui una delle figlie dello zar sopravvisse al massacro - ipotesi che oggi sappiamo essere falsa -, Patrick Cothias e Patrice Ordas ci consegnano un'ucronia bellissima e perfettamente documentata. La sceneggiatura, essendo divisa in due parti, appare chiara e precisa, guadagnando anche in dinamismo rispetto al romanzo.

Nella prima, assistiamo alla vita quotidiana della famiglia Romanov e dei loro fedeli servitori, tutti prigionieri, combattuti tra l'attesa di una sperata liberazione a breve e un esito più tragico che solo lo zar sembra conoscere inevitabile. La ricostruzione degli ultimi giorni è innegabilmente riuscita. I dettagli storici ci sono e rendono la qualità premium del fumetto.

La seconda parte di questo primo volume riguarda l'esecuzione. Quello che più colpisce è l'oscurità del disegno che ricrea brillantemente un'atmosfera macabra e sordida. Nathalie Berr e Sébastien Bouet riescono così sia attraverso l'espressione ben resa dei volti sia attraverso l'uso di colori freddi per esprimere tutta la profondità tragica dei fatti già espressi dal romanzo.

Finezza e storicità sono dunque le parole chiave di questo primo volume, mentre il secondo dovrebbe dare una buona parte alla finzione e noi speriamo all'azione. Continua.

Sceneggiatura: Patrice Ordas e Patrick Cothias

Disegni: Nathalie Berr

Colori: Sébastien Bouet

Edizioni grandangolari


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