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Divino Medioevo (Alessandro Barbero)


Il Medio Evo è di moda. Ispirando molti romanzi storici, anche opere medievali fantastiche, questo periodo non smette mai di suscitare fantasie, paure e sfortunate interpretazioni errate. Alessandro Barbero, professore di storia medievale all'Università del Piemonte Orientale di Vercelli e autore di numerose opere di successo tradotte in francese1, nel suo nuovo libro Divin Moyen Age edito da Flammarion edizioni, dipinge un quadro di un'epoca concentrandosi maggiormente sugli attori. Il titolo italiano dell'opera Donne, Madonne, Mercanti, e Cavalieri ("Ladies, Merchants and Knights") rifletteva molto meglio le intenzioni dell'autore. Attraverso sei personalità, l'autore ci offre uno spaccato di cosa significava vivere nel Medioevo.

Il progetto

Sono state selezionate sei personalità. La parità è rispettata: lo storico suggerisce di seguire le orme di tre uomini e tre donne tra il XIII e il XV secolo che avevano percorsi ben distinti. Queste storie non sono semplici biografie ma un mezzo per l'autore per avvicinarsi a questo o quell'aspetto del Medioevo. L'individualità di questi individui nella società che li ha visti emergere viene ripristinata. L'autore critica anche l'idea che l'individuo non esistesse nel Medioevo. I "sei personaggi avrebbero preso in giro un'idea così accolta". Le scelte dell'autore sono legate alle fonti disponibili prodotte. Le sei personalità selezionate hanno tutte prodotto (direttamente o indirettamente per una di esse) un numero significativo di scritti che permettono di "entrare nella mente di uomini e donne del passato". Quasi nessuna nota a piè di pagina, l'autore ha uno stile chiaro che è comprensibile dai più. Alessandro Barbero cerca di scrivere un'opera pubblica generale di storia sociale lontana da quella della scuola degli Annales. L'attore e l'agenzia (agenzia) sono al centro del libro. Queste personalità, sebbene eccezionali, sono contemporanee e, per l'autore, questo è sufficiente perché la società medievale porti “la vita davanti ai nostri occhi” grazie alle loro testimonianze.

Personalità iconiche

Il primo ritratto dedicato a Salimbene di Adam, meglio conosciuto con il nome di Salimbene de Parma (1221-1288), ci permette di avvicinarci all'ethos della classe nobile. Nonostante abbia scelto la via monastica nell'ordine francescano, Salimbene conserverà sempre alcuni pregiudizi e comportamenti legati alla sua condizione precedente. La scelta della vita monastica era mal percepita dal padre perché metteva in discussione la sostenibilità del lignaggio. A cavallo del racconto, l'autore discute anche delle arti della tavola, della memoria nel Medioevo, della lotta tra i domenicani e dei francescani o anche piuttosto dei lassisti costumi ecclesiastici. Il secondo ritratto è dedicato al mercante Dino Compagni (c. 1255-1324) che ebbe parte attiva nella vita politica fiorentina. Attraverso questa biografia, l'autore cerca di riscrivere per noi il quadro della vita politica dei comuni italiani medievali (repubbliche dominate dagli strati superiori della società). Ben evidenziate le lotte politiche tra il popolo ("la borghesia") e la nobiltà, guelfi e ghibellini o bianchi e neri e la loro quota di violenza. L'autore sviluppa in particolare i valori opposti dell'aristocrazia e della "borghesia" che influenzano la politica della città: la nobiltà tende a spingere alla guerra perché è la sua ragion d'essere mentre i mercanti , alle più profonde capacità burocratiche e amministrative dei mercanti che sanno benissimo che i conflitti armati fanno male alle finanze dello Stato e alle loro. Giustizia e corruzione non sono trascurate da Dino Compagni e sembrano endemiche in questa città “democratica”: Firenze è per lui una città “dove tutto si vende, anche aste e processi”.

Con il ritratto di Jean de Joinville (1225-1317), Alessandro Barbero ci introduce nel regno della fede ordinaria e delle sue ripercussioni nella vita quotidiana. La sua religiosità è paragonata alla “santità” di San Luigi che non potrà raggiungere. È anche l'occasione per l'autore di evocare altri aspetti della nobile cultura e delle crociate. La seconda metà dell'opera è dedicata a tre donne eccezionali: Caterina da Siena (1347-1380), Cristina de Pizan (1364-1430) e Giovanna d'Arco (1412-1431). Tuttavia, l'autore ha meno successo nel ritrascrivere per noi il mondo medievale con questi ritratti, ad eccezione di quello di Christine de Pizan che ci permette di scoprire il mondo della corte, degli scrittori e dei funzionari. D'altra parte, la questione del genere femminile nel Medioevo è molto sviluppata dall'autrice perché le tre personalità scelte più o meno la respingono: Catherine de Siena ha un problema con il suo corpo, Christine de Pizan critica la società del suo tempo con lei scritti che la rendono una delle prime femministe del suo tempo e Giovanna d'Arco con la sua parodia che pone una serie di problemi come quello di seguire i soldati sul campo. Queste donne dal destino eccezionale hanno, più delle personalità maschili selezionate, compiuto azioni che le hanno fatte passare alla storia. L'autore quindi riesce qui nel tentativo di rendere popolare la storia delle donne (o “studi di genere”).

Il nuovo lavoro di Alessandro Barbero è quindi un'interessante introduzione al mondo medievale accessibile a tutti. Non pretendendo di essere esaustivo, cerca attraverso personalità ben documentate che hanno lasciato un volume consistente di scritti (direttamente o indirettamente) per trascrivere il mondo sociale e culturale in cui si sono evoluti. I dettagli citati dall'autore costituiscono la grande ricchezza del libro. Queste nelle pagine contribuiscono alla composizione di un quadro sociale: quello del tardo medioevo.

Divino Medioevo: Storia di Salimbene de Parma e altri destini edificanti, di Alessandro Barbero. Nel corso della storia, Flammarion 2014.


Video: Il sesso nel Medioevo, tra piacere e pregiudizi. Conferenza di Alessandro Barbero. (Potrebbe 2021).