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Petrarca, un umanista (1304-1374) - Biografia


Petrarca era un poeta e Umanista italiano, autore di un'importante opera scientifica in latino e di un'opera poetica in lingua volgare che contraddistingueva il Rinascimento. Spesso tendiamo a collegare l'umanesimo e il Rinascimento, quest'ultimo associato in Francia all'inizio del XVI secolo, a Francesco I; tuttavia, l'umanesimo è nato nel Medioevo, almeno se lo definiamo secondo i suoi confini classici (fine del XV secolo), e in Italia. Soprattutto, i primi umanisti furono proprio uomini del Medioevo, per la loro formazione e per i loro riferimenti.

Una vita densa

Francesco Petrarca, detto “Petrarca” nasce ad Arezzo (Toscana) nel 1304 da padre notaio e famiglia di esiliati, braccato dai guelfi neri per la loro vicinanza ai guelfi bianchi (tra cui il celebre Dante) . Pétrarch segue la sua famiglia in esilio ad Avignone nel 1312, quindi studia a Montpellier e torna in Italia per finirli a Bologna, nel 1320. Alla morte del padre, nel 1326, lascia Bologna e torna ad Avignone, dove riceve ordini minori intorno al 1330, il che garantisce un profitto. Il suo ritorno ad Avignone fu decisivo perché lì conobbe Laure de Noves a Sainte Claire d'Avignon. Si accende per lei con una grande passione, anche dopo la morte della giovane donna (1348, probabilmente per la peste). Ispira parte del suo lavoro, soprattutto poetico.

Petrarca, però, approfittò degli studi universitari e degli incontri decisivi (come quello della famiglia Colonna) per avviare una raccolta di libri classici, che leggeva e rileggeva, annotava e perfino correggeva. Tra queste opere, Storia romana di Livio, di cui ebbe una rara edizione nel 1329. Gli anni successivi Petrarca li trascorse tra viaggi, periodi di meditazione, scrittura e ricerca (e amore). Fu nelle Fiandre e in Francia dal 1333 (con la famosa scalata del Mont Ventoux, probabilmente intorno al 1336), rientrando in Italia nel 1337 (Roma lo commosse molto).

La sua reputazione iniziò a crescere e fu incoronato Re dei Poeti al Campidoglio l'8 aprile 1341, sostenuto dal re di Napoli, Robert d´Anjou. Si avvicina ad altri grandi studiosi del suo tempo, come Boccaccio. Successivamente Petrarca esercitò funzioni politiche, in particolare diplomatiche, e continuò il suo lavoro e il suo lavoro di ricerca. La Morte Nera prese molti dei suoi amici, e si stabilì a Milano tra il 1353 e il 1361, avvicinandosi a Giovanni Visconti, poi Venezia gli donò una casa dove visse fino al 1371; partecipa attivamente alla vita politica e artistica della città. Terminò la sua vita a Padova, dove morì il 19 luglio 1374.

Petrarca, studioso, poeta e umanista

L'opera di Petrarca è segnata per la prima volta dalla sua riscoperta e promozione delle lettere antiche, che influenzeranno profondamente gli umanisti e gli artisti dell'era moderna. Oltre a Livio, porta alla luce lettere di Cicerone e loda (e studia) Seneca o Virgilio. Lui stesso scrive in latino, come il suo Lettere o ilAfrica (su Scipione l'Africano). D'altra parte, non riesce ad imparare il greco.

Petrarca è anche un poeta, ispirato dal folle amore che ha per Laure (rime). Avrebbe persino ordinato un ritratto e delle medaglie della giovane donna al famoso pittore Simone Martini. Scrive anche poesie in volgare, di cui il Libro dei canti (Canzionere) e Trionfi.

L'influenza degli Antichi (che traduce) è vista anche nella sua posizione di moralista, con una tendenza stoica. Possiamo citare il suo Da remediis Utriusque Fortunae, dove sotto forma di dialogo tra Ragione da una parte e Gioia, Dolore, Speranza o Angoscia dall'altra, fornisce un vero e proprio manuale di rimedi contro l'infelicità ... e contro felicità!

Infine, appassionato della preoccupazione per "me", scrive biografie degli Antichi che ammira, ma non dimentica se stesso con la sua autobiografia, Secretum, dove immagina un Cicerone che rappresenta la sua coscienza.

Seme di Petrarca

Petrarca può essere qualificato come un uomo medievale, dai suoi riferimenti a Sant'Agostino o San Bernardo, la sua ammirazione per Dante, la forma di molte delle sue opere, le sue meditazioni sulla Fortuna, ... Ma è anche un uomo "moderno", nel senso che annuncia (e soprattutto ispira molto fortemente) quello che chiameremo il Rinascimento umanista, grazie alla sua appassionata riscoperta degli autori classici, e al suo rifiuto di certi tratti medievali (come il gotico) che conclude assimilando a un Medioevo.

Considerato il primo e il più grande dei poeti lirici moderni, Petrarca ha avuto un'influenza duratura su tutta l'Europa, dai poeti della Pleiade a Spenser e Shakespeare. Ha anche svolto un ruolo di primo piano nell'ascesa del volgare italiano al rango di lingua letteraria.

Bibliografia

La bibliografia sull'umanista è pletorica. Per situare Petrarca ai suoi tempi (utile per CAPES), consigliamo il breve lavoro di Peter Burke, Rinascimento europeo (Punti Seuil Histoire, 2002). Per divertimento e relax, una lettura obbligata Contro la buona e la cattiva sorte, preceduto da Anne Duprat (Rivages pocket, 2001).

- Pétraque, biografia di Hugo Doti. Fayard, 1991.

- Umanesimo e Rinascimento: Antologia di Caroline Trotot. Flammarion, 2009.


Video: 19-11-2010. Los triunfos de Petrarca. (Potrebbe 2021).